Pompeo Batoni (Lucca 1708 - Roma 1787)
Ritratto di Abbondio Rezzonico

1766

olio su tela

cm 297,5 x 196,5

Palazzo Barberini

Inv: 4659

Firmato e datato 1766 sul gradino in basso a destra, il ritratto rappresenta il neoeletto Senatore di Roma, Abbondio Rezzonico, nipote di papa Clemente XIII. Le dimensioni del quadro, di quasi tre metri per due, sono proporzionali all’importanza della carica, a quel tempo la più alta magistratura civile assegnata su diretta nomina del pontefice. L’abito è un’enciclopedia di stoffe che vanno dal broccato dorato del mantello alla seta rossa della veste, al merletto del collare. La resa tattile dei tessuti emerge nella pesante cortina a frange piegata sul tavolo, nel velluto che fodera la spada, nel broccato della sedia. La mano destra dell’effigiato impugna il piccolo scettro d’avorio, mentre la sinistra poggia sulla consolle in prossimità del cappello a larga falda. Inoltre il calamaio, il campanello e una lettera a lui indirizzata, forse qualche atto in attesa di essere firmato, sono dettagli che alludono al potere e alle responsabilità del personaggio. Il puttino in basso regge una bilancia, adorna di un ramo di ulivo, simbolo di una giustizia che è garanzia di pace. Sul pavimento c’è il fascio littorio, contrassegno di autorità per antica tradizione romana.
L’artista ha architettato l’ambientazione in maniera scenografica, simbolica e non realistica. Infatti, la statua della dea Roma, con lancia, elmo e sfera, che compare alle spalle di Rezzonico, si trova in realtà all’ingresso del Palazzo Senatorio, di cui sullo sfondo s’intravede la facciata che chiude la piazza del Campidoglio. La rappresentazione segue le convenzioni della ritrattistica ufficiale, in modo da fornirci tutti gli indizi necessari per comprendere chi è, cosa fa e dove esercita le sue funzioni l’illustre personaggio.
Nel 2016 il dipinto è stato acquistato dallo Stato per essere esposto a Palazzo Barberini.